L'autorità deve essere rispettata anche quando ha torto marcio e da ordini errati e auotodistruttivi.
Questo il sistema gerarchico, fatto di superiori ed inferiori.
Sua base il rispetto dell'autorità.
E' il modo di pensare preferito dai militari e da tutti quegli ordinamenti che fondano il potere sull'esercito.
E' un modo di pensare che detesta la critica e non tollera la libertà.
Personalmente detesto tali modi di essere, che reputo profondamente lesivi della dignità dell'uomo.
Un ordine, se contrario ai principi del buon senso o dell'umanità non deve essere obbedito.
Si trovano, perfino negli eserciti in guerra, tracce di tali diritti nel poter richiedere di mettere gli ordini per iscritto e di riportare le proprie ragioni di contrarietà da parte di un inferiore in grado che riceve un ordine che reputa assurdo o criminale.
I diritti dell'uomo sono nati attraverso molte guerre e moltissime atrocità di ogni sorta: il loro retaggio è ancora profondo, sebbene la rieducazione globale abbia cercato di distruggere tale cultura.
Far continuare le guerre vuol portare le masse a rispettare l'autorità sempre e comunque, anche se a comandare sono degli idioti ignoranti: i nazifascisti globali.
I diritto, le leggi, gli usi e i costumi sono strumenti per scorgere in pratica quando le idee gerarchiche sono messe in pratica.
Le idee gerarchiche portano sempre a dei regimi, ed i regimi portano sempre a delle guerre esterne ed interne per poter legittimare e mantenere il loro potere.
L'anarchia è uno strumento efficacissimo attraverso il quale identificare le iniquità del sistema gerachico.
Mette in luce dove e quando la violenza è usata per affermare i principi di autorità: la sopraffazione.
Uno strumento utile, che merita maggior rispetto e diffusione, ma che purtoppo è ben lontano dal bastare ad arginare i mostri che le idee gerarchiche, l'autorità ad ogni costo ed a qualsiasi prezzo, riescono a creare ad ogni generazione.
Le idee basate sull'uguaglianza e sul rispetto reciproco sono mortali nemiche delle idee gerarchiche.
Gli orrori globali: guerre, torture, genocidi, massacri epurazioni e propaganda fanatica sono il risultato delle idee gerarchiche, che hanno a base sempre la stessa struttura, giustificata da questo o quel principio di autorià, con sempre gli stessi risultati.
La società globale si può semplificare riassumendo i suoi principi di autorità in razza, religione, ricchezza.
E' previsto perfino un sistema volto ad assorbire le critiche: il mondo non globale.
Serve quando le tensioni non sono gestibili utilmente ed economicamente con la forza: è la ragione della elezioni di Obama, che ha lo scopo di "rabbonire" i ghetti neri degli USA, che sono ormai alla fame e di cui si temono le rivolte razziali.
Tali accorgimenti sono in realtà strumenti per mitigare le asprezze di una società gerarchica, ma senza mutarla nella sostanza, anzi...
Mondo nazifascista globale: il mantenere l'ordine a qualsiasi prezzo, il potere che giustifica se stesso senza morale o diritto o ragione di giustizia alcuna, sia sostanziale che redistributiva della ricchezza.
Anche l'eguaglianza formale garantita dalle leggi e dalle istituzioni è importante e base della società, un aspetto alterato appositamente dalla rieducazione globale.
La cultura su cui si basa il mondo del diritto è uno strumento sottovalutato per il poco impatto che ha sulle masse, ma che ha permesso a pochi "cavalieri solitari" come mio padre, i detestati tecnici, di poter affrontare, in ragione di un sistema di giustizia efficente, molti interessi criminali con successo: il vantaggio è la possibilità di non dover essere popolari, elemento che permette di poter prendere decisioni utili e necessarie senza dover rispondere alla demagogia del sistema mediatico, perno del sistema politico globale (telecrazia).
La cultura su cui si basa il mondo del diritto è uno strumento sottovalutato per il poco impatto che ha sulle masse, ma che ha permesso a pochi "cavalieri solitari" come mio padre, i detestati tecnici, di poter affrontare, in ragione di un sistema di giustizia efficente, molti interessi criminali con successo: il vantaggio è la possibilità di non dover essere popolari, elemento che permette di poter prendere decisioni utili e necessarie senza dover rispondere alla demagogia del sistema mediatico, perno del sistema politico globale (telecrazia).
Senza la giustizia come fermare chi può persuadere le masse che un crimine non è tale?
Nessuno!
Ecco la ragione della caccia agli uomini di cultura e della rieducazione globale al rispetto del principio di autorità anche se palesemente errato o criminale l'intento.
Ecco la ragione della caccia agli uomini di cultura e della rieducazione globale al rispetto del principio di autorità anche se palesemente errato o criminale l'intento.
Il mio caso è un crimine esemplare usato dai media globali ad edificazione delle masse: con l'intimidazione ed il sostegno della propaganda fanatizzante un crimine è divenuto una santa crociata epurativa.
Eccomi diventare satana.
Non sono il solo satanasso: moltissimi uomini illustri e di cultura sono stati vittime di tali linciaggi mediatici di recente.
Gabriel Garcia Marquez è solo l'ultimo uomo di grande cultura accusato di essere indemoniato, ma scienziati stimati e molti, molti, molti altri sono stati perseguitati.
Non permettiamolo!
Se "avete il demonio" o amici o conoscenti che hanno il demonio fatelo sapere: potremo così contrastare l'uso politico della religione volto a giustificare una epurazione politica, una scelta che ha portato ad esempio agli orrori di Abu grahib o di altri luoghi di prigionia e di tortura: anche loro "avevano il demonio"...
Il loro torto vero?
Erano musulmani, socialisti, comunisti, laici, antifascisti, antirazzisti, sindacalisti, di razze inferiori...o semplicemente "inferiori" non controllabili...

Il loro torto vero?
Erano musulmani, socialisti, comunisti, laici, antifascisti, antirazzisti, sindacalisti, di razze inferiori...o semplicemente "inferiori" non controllabili...
Dichiarazione dei diritti dell'uomo (1789)
DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELL'UOMO E DEL CITTADINO
(Versailles 26 agosto 1789)
I Rappresentanti del Popolo Francese, costituiti in Assemblea Nazionale, considerato che l'ignoranza, la dimenticanza o il disprezzo dei diritti dell'uomo sono le uniche cause delle sventure pubbliche e della corruzione dei governi, hanno stabilito di esporre, in una solenne Dichiarazione, i diritti naturali, inalienabili e sacri dell'uomo, affinché questa Dichiarazione, costantemente presente a tutti i membri del corpo sociale rammenti loro continuamente i loro diritti e i loro doveri; affinché gli atti del Potere legislativo e quelli del Potere esecutivo, potendo essere in ogni momento paragonati con il fine di ogni istituzione politica, siano più rispettati; affinché i reclami dei cittadini, fondati d'ora innanzi su principi semplici e incontestabili, si rivolgano sempre alla conservazione della Costituzione e alla felicità di tutti.
In conseguenza, l'Assemblea Nazionale riconosce e dichiara, in presenza e sotto gli auspici dell'Essere Supremo, i Diritti seguenti dell'Uomo e del Cittadino.
1. Gli uomini nascono e rimangono liberi ed eguali nei diritti. Le distinzioni sociali non possono essere fondate che sull'utilità comune.
2. Lo scopo di ogni associazione politica é la conservazione dei diritti naturali e imprescrittibili dell'uomo. Questi diritti sono la libertà, la proprietà, la sicurezza e la resistenza all'oppressione.
3. Il principio di ogni sovranità risiede essenzialmente nella Nazione. Nessun corpo, nessun individuo può esercitare un'autorità che da essa non emani espressamente.
4. La libertà consiste nel poter fare tutto ciò che non nuoce ad altri; cosi l'esistenza dei diritti naturali di ciascun uomo non ha altri limiti che quelli che assicurano agli altri membri della società il godimento di questi stessi diritti. Questi limiti non possono essere determinati che dalla Legge.
5. La Legge non ha diritto di vietare che le azioni nocive alla Società. Tutto ciò che non è vietato dalla Legge, non può essere impedito e nessuno può essere costretto a fare ciò che essa non ordina.
6. La Legge è l'espressione della volontà generale. Tutti i cittadini hanno il diritto di concorrere personalmente o per mezzo di loro rappresentanti alla sua formazione. Essa deve essere la stessa per tutti, sia che protegga, sia che punisca. Tutti i cittadini, essendo uguali ai suoi occhi, sono ugualmente ammissibili a tutte le dignità, posti ed impieghi pubblici, secondo la loro capacità e senz'altra distinzione che quella della loro virtù e del loro ingegno.
7. Nessuno può essere accusato, arrestato o detenuto che nei casi determinati dalla Legge, e secondo le forme che essa ha prescritto. Quelli che sollecitano, spediscono, eseguono o fanno eseguire ordini arbitrari debbono essere puniti; ma ogni cittadino che sia chiamato o tratto in arresto in virtù della Legge, deve ubbidire istantaneamente: si rende colpevole con la resistenza.
8. La Legge non deve stabilire che pene strettamente ed evidentemente necessarie, e nessuno può essere punito che in virtù di una legge stabilita e promulgata anteriormente al delitto, e legalmente applicata.
9. Poiché ogni uomo è presunto innocente fino a che non sia stato dichiarato colpevole, se si giudica indispensabile arrestarlo, ogni rigore che non sarà necessario per assicurarsi della sua persona deve essere severamente represso dalla Legge.
10. Nessuno deve essere molestato per le sue opinioni, anche religiose, purché la loro manifestazione non turbi l'ordine pubblico stabilito dalla Legge.
11. La libera comunicazione dei pensieri e delle opinioni é uno dei più preziosi diritti degli uomini; ogni cittadino può dunque parlare, scrivere e pubblicare liberamente, salvo a rispondere dell'abuso di questa libertà nei casi determinati dalla Legge.
12. La garanzia dei diritti dell'uomo e del cittadino ha bisogno di una forza pubblica; questa forza è dunque istituita per il vantaggio di tutti, e non per l'utilità di coloro ai quali è affidata.
13. Per il mantenimento della forza pubblica, e per le spese di amministrazione, é indispensabile una contribuzione comune. Questa deve essere ugualmente ripartita tra tutti i cittadini, in ragione delle loro facoltà.
14. Tutti i cittadini hanno diritto di constatare da loro stessi o per mezzo di loro rappresentanti la necessità dei contributi pubblici, di consentirgli liberamente, di seguirne l'impiego e di determinarne la quantità, la ripartizione, la riscossione e la durata.
15. La società ha il diritto di domandare conto ad ogni agente pubblico della sua amministrazione.
16. La società nella quale la garanzia dei diritti non è assicurata, né la separazione dei poteri determinata, non ha Costituzione.
17. La proprietà è un diritto inviolabile e sacro, pertanto nessuno può esserne privato, se non quando la pubblica necessità, legalmente constatata, lo esige evidentemente, e sotto la condizione d'una giusta e previa indennità.
(Versailles 26 agosto 1789)
I Rappresentanti del Popolo Francese, costituiti in Assemblea Nazionale, considerato che l'ignoranza, la dimenticanza o il disprezzo dei diritti dell'uomo sono le uniche cause delle sventure pubbliche e della corruzione dei governi, hanno stabilito di esporre, in una solenne Dichiarazione, i diritti naturali, inalienabili e sacri dell'uomo, affinché questa Dichiarazione, costantemente presente a tutti i membri del corpo sociale rammenti loro continuamente i loro diritti e i loro doveri; affinché gli atti del Potere legislativo e quelli del Potere esecutivo, potendo essere in ogni momento paragonati con il fine di ogni istituzione politica, siano più rispettati; affinché i reclami dei cittadini, fondati d'ora innanzi su principi semplici e incontestabili, si rivolgano sempre alla conservazione della Costituzione e alla felicità di tutti.
In conseguenza, l'Assemblea Nazionale riconosce e dichiara, in presenza e sotto gli auspici dell'Essere Supremo, i Diritti seguenti dell'Uomo e del Cittadino.
1. Gli uomini nascono e rimangono liberi ed eguali nei diritti. Le distinzioni sociali non possono essere fondate che sull'utilità comune.
2. Lo scopo di ogni associazione politica é la conservazione dei diritti naturali e imprescrittibili dell'uomo. Questi diritti sono la libertà, la proprietà, la sicurezza e la resistenza all'oppressione.
3. Il principio di ogni sovranità risiede essenzialmente nella Nazione. Nessun corpo, nessun individuo può esercitare un'autorità che da essa non emani espressamente.
4. La libertà consiste nel poter fare tutto ciò che non nuoce ad altri; cosi l'esistenza dei diritti naturali di ciascun uomo non ha altri limiti che quelli che assicurano agli altri membri della società il godimento di questi stessi diritti. Questi limiti non possono essere determinati che dalla Legge.
5. La Legge non ha diritto di vietare che le azioni nocive alla Società. Tutto ciò che non è vietato dalla Legge, non può essere impedito e nessuno può essere costretto a fare ciò che essa non ordina.
6. La Legge è l'espressione della volontà generale. Tutti i cittadini hanno il diritto di concorrere personalmente o per mezzo di loro rappresentanti alla sua formazione. Essa deve essere la stessa per tutti, sia che protegga, sia che punisca. Tutti i cittadini, essendo uguali ai suoi occhi, sono ugualmente ammissibili a tutte le dignità, posti ed impieghi pubblici, secondo la loro capacità e senz'altra distinzione che quella della loro virtù e del loro ingegno.
7. Nessuno può essere accusato, arrestato o detenuto che nei casi determinati dalla Legge, e secondo le forme che essa ha prescritto. Quelli che sollecitano, spediscono, eseguono o fanno eseguire ordini arbitrari debbono essere puniti; ma ogni cittadino che sia chiamato o tratto in arresto in virtù della Legge, deve ubbidire istantaneamente: si rende colpevole con la resistenza.
8. La Legge non deve stabilire che pene strettamente ed evidentemente necessarie, e nessuno può essere punito che in virtù di una legge stabilita e promulgata anteriormente al delitto, e legalmente applicata.
9. Poiché ogni uomo è presunto innocente fino a che non sia stato dichiarato colpevole, se si giudica indispensabile arrestarlo, ogni rigore che non sarà necessario per assicurarsi della sua persona deve essere severamente represso dalla Legge.
10. Nessuno deve essere molestato per le sue opinioni, anche religiose, purché la loro manifestazione non turbi l'ordine pubblico stabilito dalla Legge.
11. La libera comunicazione dei pensieri e delle opinioni é uno dei più preziosi diritti degli uomini; ogni cittadino può dunque parlare, scrivere e pubblicare liberamente, salvo a rispondere dell'abuso di questa libertà nei casi determinati dalla Legge.
12. La garanzia dei diritti dell'uomo e del cittadino ha bisogno di una forza pubblica; questa forza è dunque istituita per il vantaggio di tutti, e non per l'utilità di coloro ai quali è affidata.
13. Per il mantenimento della forza pubblica, e per le spese di amministrazione, é indispensabile una contribuzione comune. Questa deve essere ugualmente ripartita tra tutti i cittadini, in ragione delle loro facoltà.
14. Tutti i cittadini hanno diritto di constatare da loro stessi o per mezzo di loro rappresentanti la necessità dei contributi pubblici, di consentirgli liberamente, di seguirne l'impiego e di determinarne la quantità, la ripartizione, la riscossione e la durata.
15. La società ha il diritto di domandare conto ad ogni agente pubblico della sua amministrazione.
16. La società nella quale la garanzia dei diritti non è assicurata, né la separazione dei poteri determinata, non ha Costituzione.
17. La proprietà è un diritto inviolabile e sacro, pertanto nessuno può esserne privato, se non quando la pubblica necessità, legalmente constatata, lo esige evidentemente, e sotto la condizione d'una giusta e previa indennità.
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